Immobiliare delle Libertà
Circa tre anni fa ebbi l'ardire di "consertirmi" con questo post. Criticavo gli atteggiamenti da Bagaglino del Presidente del Consiglio che poco si addicevano al suo ruolo politico. Non era ancora l'epoca dei bunga bunga, nipotine di Mubarak, cene eleganti o amici aiutati perchè in difficoltà. Già allora però ne ero stufo. Non c'era la crisi economica, banco di prova di una classe politica che deve dimostrarsi seria e attenta al bene comune del proprio Paese.
Ultimamente scrivo raramente su questo piccolo blog e ancor meno la politica ne può diventare argomento vista la sua volgarità (da troppo tempo c'è chi ridacchia alle pernacchie di Bossi e lo comprende). Sono sempre stato tacciato di essere un comunista, moralista e giustizialista. Al mio poker personale mancava solo lefbvriano e sbanco il tavolo al casinò. Non m'interessa, ognuno ha modo di vedervi o giudicarmi come desidera sentendosi un piccolo Sallusti.
Ieri sera seguivo lo speciale del TgLa7 in attesa di decisioni fondamentali da parte di questo Governo. Due ore di Consiglio dei Ministri e nulla di tutto ciò, ennesimo rimando a data da destinarsi. Non sarò un economista nè tanto meno un esperto in politica ma l'immobilismo non è difficile da riconoscere. A tratti s'intuisce anche l'incompetenza ma questa è faziosità ammetto. Non fare nulla è peggio di decisioni impopolari io credo. Chi vive di sondaggi e consenso tutta la vita temo non possa ricoprire ruoli istituzionali a lungo termine. E qui siamo a quasi vent'anni di ribalta sul palco e l'unica riforma che ricordo è il fumo vietato nei locali pubblici. Forse è un pò poco per chi ha promesso la rivoluzione liberale.
Inoltre non sopporto più il mantra del "E chi al posto suo? E' il meno peggio". Ci hanno abituato a strozzare la ragione con le loro paure comuniste e dei pubblici ministeri. Ora che siamo nel fango i giornali non possono nemmeno asciugarci con i loro ventilatori governativi.
Sia chiaro non ho la verità o la ragione in tasca. La mia opinione su questa classe dirigente la porto avanti da anni e ne discuto con chiunque me lo chieda (stranamente sempre solo sotto elezioni però). Il mio rischio vero è il disincanto per la politica e mutarmi in un qualunquista. E forse in queste poche righe lo sono già e ve ne chiedo scusa. Oltretutto non sono un politico di professione per permettermelo.
Buon lavoro, voi che avete la maggioranza.


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